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Il Santo Patrono

DI CARIGNANO

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San Remigio di Reims

La festa civile e religiosa è celebrata l'ultima domenica di  settembre. E' compatrono con San Giovanni Battista.

San Remigio di Reims, co-patrono di Carignano

testimonianze

Nato cittadino romano, Remigio vede crollare nel 476 l’Impero di Occidente e  sparire il dominio di Roma nella sua Gallia, che passa in mano alle tribù  barbariche di Burgundi, Alamanni e Visigoti. Sul finire del V secolo, il popolo  germanico dei Franchi occupa via via il Paese, al quale darà infine anche il  proprio nome: Francia. Remigio appartiene al ceto dei gallo romani, legati da  generazioni alla cultura latina, da cui ora provengono molti uomini di Chiesa.  Viene acclamato vescovo di Reims prima di compiere i trent’anni, e un suo  fratello di nome Principio sarà vescovo di Soissons. 

All’epoca, la Gallia è  un arcipelago di isole e isolette cattoliche, in un mare formato da Burgundi e  Visigoti di fede ariana, mentre le campagne sono ancora pagane, come a loro modo  pagani sono anche i Franchi, condotti in Gallia dal re Childerico. Meno evoluti  degli altri popoli, i Franchi sono però dei grandi combattenti (non portano elmo  né corazza) e hanno reso buoni servizi militari a Roma in passato. 
Morto nel  482 Childerico, gli succede il figlio Clodoveo quindicenne. A lui Remigio,  vescovo cattolico in territorio franco, scrive lettere rispettose e insieme  autorevoli. Una di esse dice: "Vegliate a che il Signore non distolga lo sguardo  da voi. Consigliatevi con i vostri vescovi. Divertitevi con i giovani, ma  deliberate coi vecchi". Da un lato lo ammonisce, dall’altro riconosce la sua  sovranità: un muoversi anche da politico, che è inevitabile per Remigio,  "evangelizzatore a vita" tra i Franchi. 

E’ un aiuto prezioso per Clodoveo,  perché favorisce l’adesione degli altri vescovi e dei gruppi galloromani. Così  il re giungerà a essere padrone del Paese, dopo la vittoria del 507 a Vouillé  sui Visigoti, dando così l’inizio alla dinastia dei Merovingi. Ma non c’è  soltanto la politica. Su di lui influisce fortemente in senso religioso la  moglie Clotilde, che è già cattolica; influisce Remigio, che lo istruisce  personalmente nella fede. E molti atti successivi del re Clodoveo rivelano una  religiosità personale autentica. Si arriva così al suo battesimo, per opera del  vescovo, a Reims, in un giorno di Natale di un anno incerto. Alcuni sostengono  fosse il 497. In un’iscrizione della fine del XV secolo a Reims si legge: "L’an  de grace cinq cent le roy Clovis – receut a Reims par saint Remy baptesme".  Saremmo allora al 500. 

Ma dopo quel Natale, quale che sia, riprende il  lungo, feriale lavoro di Remigio per annunciare il Vangelo a chi non è re né  principe; senza poeti e cronisti al seguito. Una fatica durata quasi  settant’anni, secondo una tradizione. Un’immersione totale nei suoi doveri,  oscuramente portata avanti, e di cui si parlerà soltanto dopo la sua morte,  quando Remigio sarà acclamato santo direttamente dalla voce popolare. 


Autore: Domenico Agasso 

 

San Remigio di Reims (santiebeati.it)

La preghiera di affidamento a San Remigio di Reims

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